La resilienza: trasformare le avversità in occasioni

La resilienza è l’abilità di riuscire superare momenti difficili della nostra vita con coraggio. Si tratta di sapersi l’adattare alle avversità, fronteggiando la situazione critica e ripristinando l’equilibrio psico-fisico precedente.

Imparare a far fronte ad un danno ma anche saper autoripararsi e riorganizzare positivamente la propria vita nonostante la difficile situazione è una delle risorse più preziose. 

Non si tratta, quindi, di resistere passivamente, in modo automatico ma di una risposta che diventa una prospettive di crescita.

E l’evento negativo diviene addirittura fonte di apprendimento circa nostre potenzialità inespresse, che ancora non conoscevamo.

In effetti la resilienza non dovrebbe essere così eccezionale come attitudine nell’essere umano: infatti le persone trovano il modo di adattarsi a situazioni anche drammatiche come incidenti, lutti o calamità naturali.


Coloro che riescono a fronteggiare meglio le avversità della vita, presentano:

  1. Il piacere a lasciarsi coinvolgere nelle attività:
  2. Locus of control interno, la convinzione di poter gestire gli eventi che si verificano senza sentirsi in balia;
  3. Vivono le gli ostacoli come sfide stimolanti

Cosa ci protegge e cosa ci mette a rischio.

Werner e Smith in uno studio risalente al 1982 rintracciano i fattori di rischio che rischiano di diminuire l’attitudine alla resilienza:

  • Aspetti emotivi come bassa autostima, timore delle emozioni, isolamento, chiusura;
  • Aspetti familiari come classe sociale svantaggiata, conflitti con i genitori, scarsa comunicazione;
  • Aspetti dello sviluppo come disabilità nella lettura, deficit attentivi e  cognitivi.

Tra i fattori protettivi, invece, gli stessi autori individuano:

  • Aspetti individuali quali un buon temperamento, la sensibilità, l’autonomia, l’ottimismo, la competenza sociale e il locus of control interno. 
  • Aspetti familiari che riguardano le attenzioni rivolte al bambino nei primissimi anni di vita,  la qualità delle relazioni tra i genitori, l’aiuto fornito alla madre nell’accudimento del piccolo, la coerenza nelle regole.
  • Aspetto sociale, la resilienza infatti non è solo e solamente tratto caratteriale ma anche un costrutto multidimensionale che otteniamo dal nostro contesto di vita, dal sostegno su cui possiamo fare affidamento.

Come promuovere la resilienza?

La pratica della Minfulness è un valido modo per promuovere lo stato di resilienza, migliorando la capacità individuale di osservare senza giudizio i propri pensieri e accettarli come tali e non come l’unica realtà possibile. 

Ascoltare sé stessi nel qui e ora permette la ri-centratura sul proprio mondo interno, sulla propria stabilità e facilita la gestione dello stress. L’attitudine ad accettare sentimenti spiacevoli, a osservare pensieri e sensazioni, senza reagire a essi, è una delle modalità per costruire e rinforzare il processo di resilienza.

Possiamo poi affidarci alle strategie di coping ovvero quei meccanismi psicologici messi in atto in maniera adattiva per ridurre o tollerare eventi stressanti. Molto utile è la messa in atto dell’empowerment inteso come una maggior padronanza di sé stessi che ci permette di avere maggior potere nelle nostre vite e nelle decisioni che ci troviamo a prendere: una chiara consapevolezza delle nostre risorse per migliorare la nostra efficacia sia individualmente che nel gruppo sociale di appartenenza.

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