disturbo di erezione

Disturbo di erezione: 1 uomo su 3 ne soffre.

Studi recenti svolti dalla Società Italiana di Urologia hanno dimostrato come il disturbo di erezione, unito a molte altre problematiche sessuali maschili, sia in netto aumento.

Circa il 15% degli uomini italiani soffre di problemi erettili, un dato che
purtroppo tiene conto solo delle richieste di consulenza psicologica e
medica ma non considera chi ne soffre e si nasconde per vergogna.

Gli uomini che ne soffrono sono sicuramente molti di più e, in una società
dove gli stereotipi del “maschio alfa” trionfano, ne esiste una buona parte
che prova profondo imbarazzo a parlare di questi argomenti considerati
ancora tabù.

La paura di chiedere un consulto li spinge ad usare internet e i social network in cerca di risposte e soluzioni al problema che spesso però hanno
l’effetto opposto e aumentano il senso di disagio.

L’assenza di erezione, se non affrontata, ha conseguenze psicologiche
che possono portare all’ansia, alla depressione, rende difficili le relazioni sessuali e sentimentali col partner, ha conseguenze sulla
autostima e sulla armonia di coppia.

Come si manifesta la disfunzione erettile?

Generalmente le difficoltà a mantenere l’erezione insorge con modalità:

  • improvvisa, ossia senza precedenti disturbi sessuali
  • graduale, magari dovuti ad una vita sessuale non molto soddisfacente
  • situazionale, si manifesta solo in certe situazioni o con un determinato partner
  • generalizzato, non esistono momenti di normale funzionalità, i problemi di erezione ci sono sempre.

Chi rientra in uno di questi casi, prima di ogni intervento sessuologico,
dovrebbe effettuare una visita medica per escludere la presenza di cause
organiche e, solo successivamente, indagare gli aspetti psicologici che nella
maggior parte dei casi incidono significativamente.

C’è da aggiungere che la presenza di erezioni spontanee notturne ed al risveglio, nonché la capacità di raggiungere e mantenere l’erezione durante la masturbazione, sono comunque prove del fatto che il problema erettile è più di natura psicologica che fisiologica.

C’è da aggiungere che la presenza di erezioni spontanee notturne ed al risveglio, nonché la capacità di raggiungere e mantenere l’erezione durante la masturbazione, sono comunque prove del fatto che il problema erettile è più di natura psicologica che fisiologica.

C’è da aggiungere che la presenza di erezioni spontanee notturne ed al risveglio, nonché la capacità di raggiungere e mantenere l’erezione durante la masturbazione, sono comunque prove del fatto che il problema erettile è più di natura psicologica che fisiologica.

Infatti qualche disturbo organico -come afferma Helen Kaplan– annienta la
reazione sessuale: questa infatti sarebbe solo parzialmente menomata dai
disturbi fisici, mentre “e’ importante il terreno psicosessuale su cui il disturbo cade”.

Quali conseguenze psicologiche porta la mancanza di erezione?

Le conseguenze sono diverse a seconda dell’atteggiamento: ci sono uomini
che subiscono negativamente questa impotenza sessuale, colpevolizzando
negativamente se stessi. Chi invece, scottato dai ripetuti insuccessi, vivrà con molta ansia ogni approccio sessuale e probabilmente eviterà di viverlo
ancora evitando rapporti.

In entrambi i casi è facile cadere nella trappola del non sentirsi all’altezza, di essere profondamente inadeguato e menomato rispetto all’idea di sè e di
ciò che si vorrebbe essere.

Più questo insuccesso si ripeterà, più salirà l’ansia da prestazione e con se la
paura dell’abbandono e dell’inadeguatezza che inevitabilmente influiranno
anche sui successivi tentativi e relazioni future.

Cosa può fare una sessuologa?

L’intervento del sessuologo unito alla psicoterapia, va oltre le mere tecniche corporee: indaga su quali siano le convinzioni errate e gli stati d’animo che
sostengono questo problema.

La psicoterapia interviene sui disturbi sessuali, focalizzandosi sulla storia di vita della persona, sul suo modo di vedere la realtà, i miti e le credenze disfunzionali riguardanti la sua intimità.

Particolare attenzione viene prestata alla percezione del proprio corpo, imparando a focalizzarsi su quegli stimoli sensoriali che attivano le reazioni neuroendocrine e stimolano il nostro piacere: in questa fase possono essere d’aiuto le tecniche di rilassamento per migliorare l’ascolto di sé e la gestione emotiva.

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